31.a domenica Ordinario - Sito di don Antonello

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31.a domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
31.a domenica Ordinario
In questa domenica l’imperativo che ci colpisce maggiormente è la parola “ascolta”. Fin da piccoli tutti noi siamo stati educati per poter camminare, per poter parlare o stare zitti, in silenzio, in certe occasioni. Ma forse raramente, ai nostri tempi e anche nell’educazione che viene data oggi, raramente si educano le persone ad ascoltare: è importante parlare per manifestare le proprie idee, ma è molto importante anche saper ascoltare. Oggi vediamo, anche nelle trasmissioni, che si cerca solo di parlare per giustificare le proprie posizioni, e non si è disponibili ad ascoltare l’altro che parla; forse perché siamo convinti che siamo noi ad avere ragione. Ascoltare l’altro è molto difficile, ma se ascoltiamo l’altro, in noi viene generato l’amore, come ci riferisce il brano del Deuteronomio (1 lettura), che dice: “Ascolta, Israele […]. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”. Noi vorremmo seguire il Signore, ma siamo sempre disposti ad ascoltare il Signore che ci parla? Dall’ascoltare Dio viene in noi l’amore per Lui.
È senz’altro lodevole l’atteggiamento di uno degli scribi, che sapeva leggere e sapeva interpretare le Scritture, che si rivolge a Gesù e gli chiede: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”, quale è il più importante da seguire? C’erano i dieci comandamenti da seguire, e, per cercare di rendere più facile metterli in pratica, erano stati aggiunti più di 600 precetti: era molto difficile osservare tutto. E allora questo scriba chiede quale è quello più importante da vivere. Forse questo scriba preferirebbe seguire solo una norma per sentirsi vicino a Dio, perché seguirle tutte è molto difficile e impegnativo, ma questa potrebbe essere una tentazione anche per la nostra vita cristiana: noi siamo convinti di avere una certa pratica religiosa perché partecipiamo alla messa domenicale, ci confessiamo talvolta e almeno una volta all’anno ci accostiamo alla Eucarestia: E ci sentiamo tranquilli in coscienza.
Nel nostro rapporto con Dio non dobbiamo comportarci seguendo i comandamenti come ci propone la Legge di Dio, ma ci dobbiamo comportare come “amici” di Dio, come suoi figli. Gesù, rispondendo alla domanda dello scriba, usa le stesse parole del Deuteronomio, e dice: “Ascolta, Israele”, e propone due comandamenti che sono uguali e non differenti, e propone l’amore a Dio e l’amore al prossimo. “Ascolta, Israele! […]; amerai il Signore … con tutto il cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Come possiamo amare il Signore se non dialoghiamo con lui nella preghiera, se non ascoltiamo la sua Parola? Come possiamo seguire il Signore se non viviamo e non pratichiamo l’amore anche verso i nemici?
Oggi ci viene detto “Ascolta”: non ci viene detto “leggi la Sacra Scrittura”, ma ci viene detto “Ascolta”, che ci indica un nuovo rapporto di amicizia che dobbiamo stabilire con Dio e con i nostri fratelli. Quando recitiamo il Padre nostro, chiediamo sempre il dono del “pane quotidiano”: il pane quotidiano è l’Amore. Chiediamo che ci dia il dono dell’amore, per poter testimoniare sempre ai nostri fratelli, l’amore e la misericordia di Dio con tutto il cuore e con tutta la nostra anima.
I dieci comandamenti e gli oltre 600 precetti, da Gesù sono riassunti nell’unico comandamento che è l’amore a Dio e ai fratelli: “Amerai il Signore tuo Dio”, “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.

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