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33.a domenica Ordinario

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33.a domenica Ordinario
Quando ascoltiamo notizie dal telegiornale o leggiamo qualche articolo nei giornali, spesso siamo pessimisti, vedendo che il mondo si sta distruggendo con le sue mani: ci sono tanti attentati, omicidi, guerre che distruggono tutto; notiamo anche tanti terremoti e vediamo che la natura si sta disfacendo. Notiamo anche che a livello sociale non c’è il desiderio di realizzare il bene per gli uomini, e in questo periodo assistiamo alla grande emigrazione dall’Africa e dalla Siria, di persone che cercano di sfuggire dalla guerra e dalla fame, o che, in alcuni casi possono anche essere terroristi. Molte volte diciamo anche noi che quando succedono queste situazioni, allora Dio non è buono perché permette queste atrocità, ma Dio offre a noi uomini la possibilità di realizzare il bene, mentre noi ci dedichiamo all’odio, alla violenza, senza avere rispetto degli altri, spinti anche dal fondamentalismo religioso, e sfruttiamo in malo modo la natura, che si sta distruggendo. E di tutto questo abbiamo paura.
Anche il brano di Daniele e del Vangelo di Marco, oggi ci possono incutere timore e paura, perché ci sembra che presentino in modo disastroso la fine del mondo. Questi due brani, però, non sono da prendere alla lettera così come descrivono, perché sono scritti con la letteratura apocalittica. Quando noi diciamo che una realtà è “una apocalisse”, pensiamo subito a disastri e a distruzione, ma la letteratura apocalittica è un genere letterario che nasce nel II secolo a. C., in un periodo quando c’è sofferenza e persecuzione, e si vedono che i giusti sono messi a dura prova, mentre le persone empie hanno il sopravvento. Il compito dell’apocalisse non è quello di spaventare le persone, ma il compito dell’apocalisse è il compito di consolare, confortare, rafforzare le persone, e quindi tutti noi, confortare le persone che sono scoraggiate, perché Dio trionfa sul male e sulla morte. Nella nostra storia sono presenti e operanti il bene e il male: la sofferenza e le tribolazioni sono presenti anche nella nostra vita, però Dio ci salverà se restiamo fedeli a Lui.
Anche il brano del Vangelo ci parla di uno sconvolgimento cosmico, non per farci paura, perché il Vangelo non ci presenta Dio che incute paura. Questo brano del Vangelo non vuole mostrarci la fine del mondo, ma è un Vangelo che deve incutere in noi la speranza.
In quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo... Questo ci può far pensare alla fine triste e dolorosa del mondo, perché il mondo è fragile e deve finire, ma portiamo questo brano al nostro livello, e consideriamo che anche noi siamo fragili. Quante volte nel nostro cuore si è oscurato il sole, non c’era più luce, le stelle dentro di noi cadevano, e siamo rimasti vuoti nel nostro cuore, poveri, senza sogni, magari per una disgrazia che ci è capitata, per una malattia, per la morte di una persona cara, per un tradimento nella amicizia? Quante volte anche oggi ci sentiamo tristi e scoraggiati perché ci sentiamo soli, o non riusciamo a essere disponibili verso gli altri, sentendoci vuoti? Tante volte. E allora è necessario ripartire, ricominciare la nostra vita. Se il cielo ci cade addosso, se davanti a noi c’è un muro che non riusciamo a superare, andiamo avanti e tendiamo la nostra mano, perché non siamo soli, ma Dio è presente ed è con noi.
Passa via il sole, passa la luna e le stelle, si sbriciola la terra, ma, ci dice il Signore, che le sue parole non passeranno, e le sue parole, le parole di Dio, sono il sole che illumina sempre la nostra vita. Molti di noi hanno lo sgomento per il male che dilaga nel mondo, e siamo impauriti sentendo nel Vangelo delle stelle che si spengono e cadono dal cielo, ma il profeta Daniele ci dice che i saggi risplenderanno, i giusti saranno come stelle per sempre. Nella terra, nonostante il male, ci sono uomini giusti e santi che illuminano i passi di molti, che cercano la pace e la giustizia. E queste persone sono molte, anche se non appaiono, e queste persone preparano un futuro nuovo, un volto nuovo di Gesù che viene a rinnovare la terra.
Facciamo in modo anche noi di essere per gli altri un sole che illumina pace e amore: però dobbiamo riempirci della Parola di Dio, il vero e unico Sole che non tramonta.

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