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5 domenica Ordinario


Oggi siamo inseriti in mezzo a tanti drammi e a tante situazioni molto difficili da vivere e da superare (atti di terrorismo, violenza che cresce sempre più, furti, …), e in queste situazioni non sempre nel nostro cuore abbiamo un atteggiamento cristiano, perché siamo succubi della paura e certe volte auguriamo del male a queste persone. Vivendo in mezzo a questa realtà, come possiamo testimoniare i veri valori della vita? Cosa possiamo fare? La risposta ce la possono offrire le letture di questa domenica.
Isaia (prima lettura) ci ricorda che quando facciamo il bene, non dobbiamo farlo con le parole, ma il bene dobbiamo compierlo con azioni concrete, e ci dice di “dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, nel vestire uno che vedi nudo”. Sono opere di misericordia che tutti dobbiamo praticare, guardandoci attorno per vedere chi ha realmente bisogno del nostro aiuto e della nostra solidarietà, e “allora la tua luce sorgerà come l’aurora”, continua Isaia: cioè, con la nostra vita, saremo luce per gli altri e non saremo dei semplici devoti che pregano.
Anche il versetto del Salmo ci ricorda che chi dà le sue cose e dona se stesso con generosità agli altri, risplende come luce: “Il giusto risplende come luce”. Sarà una persona forte e non dovrà temere nessuna brutta notizia, perché quello che succede lo vedrà alla luce della fede; il suo cuore sarà saldo e sicuro, e la sua carità verso i poveri sarà abbondantemente ricambiata dal Signore. Forse, non in questa terra.
Domenica scorsa nel Vangelo abbiamo sentito l’inizio del discorso della montagna, fatto da Gesù, che parla delle Beatitudini, e ora continuiamo con la riflessione sul continuo del discorso della montagna. Isaia ci ha mostrato che il giusto è luce perché cammina nella gloria del Signore e che noi possiamo manifestare al mondo la gloria di Dio attraverso le nostre opere.
Nel brano del Vangelo odierno, Gesù, parlando ai discepoli, e quindi a tutti noi, dice “voi siete il sale della terra”, “voi siete la luce del mondo”: se nella nostra vita siamo veri discepoli del Signore con le nostre opere, allora noi siamo il sale, noi siamo la luce del mondo. Il sale dà sapore ai cibi, che senza sale non hanno gusto, e la luce permette di vedere chiaramente le realtà. Noi, con il nostro comportamento, siamo luce e sale nel nostro mondo? Cosa possiamo fare per dare un po’ di gusto e di luce alle realtà tristi che stiamo attraversando in questo periodo di tenebre, di lontananza da Dio? Gli uomini depressi del nostro tempo, come troveranno la strada della salvezza, della pace, della giustizia, del rispetto degli altri, se noi cristiani annunciamo Dio solo con le nostre parole e non con la nostra vita?
Spetta a noi portare il messaggio d'Amore agli altri, con le parole che escono dal nostro cuore, ma soprattutto dobbiamo dare questo messaggio con la nostra vita di amore e di solidarietà. San Paolo evidenzia di non sapere altro e di non annunciare altro ai cristiani di Corinto se non Gesù Cristo e Cristo Crocifisso.
Viviamo pienamente quello che ci dice la Colletta iniziale: “O Dio, che nella follia della Croce manifesti la tua sapienza, donaci il vero spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instancabili nella carità diventiamo luce e sale della terra”. E così sia.

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