12 Ordinario - Sito di don Antonello

Sito di don Antonello
Vai ai contenuti

12 Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
12 domenica Ordinario
Non sempre ci è facile considerare il Vangelo come che sia l’annuncio di una buona notizia, quando vediamo che il peccato è entrato nel mondo attraverso Adamo e a questo peccato originale si aggiungono anche i nostri peccati, come ci dice Paolo nel brano della lettera ai Romani: "il peccato è entrato nel mondo, …, tutti hanno peccato". Il peccato è presente nella nostra società, e lo notiamo continuamente.
Ascoltando notizie al telegiornale o vedendo tanti avvenimenti che succedono, notiamo che non c'è amore, ma che è presente l'odio, il rancore, e si cerca di distruggere gli altri considerati come avversari. E anche noi, in particolar modo in questo periodo, abbiamo paura di perdere la nostra vita, considerando tutti gli atti di terrorismo a cui assistiamo. Ci ritroviamo a vivere la stessa esperienza del profeta Geremia, il quale cerca di abbandonarsi pienamente al volere di Dio, e nello stesso tempo sente "terrore" intorno a sé, a causa delle insinuazioni dei suoi amici. “Terrore all’intorno”, come possiamo notare anche oggi nella nostra società. Si cerca di portare il mondo al “terrore”, alla paura degli altri, di tutti gli altri.
Questa situazione del “terrore”, che stiamo vivendo anche noi, con la paura di restare soli a casa, di uscire, di muoverci, era una situazione che era presente anche anticamente: pensiamo a Geremia e agli altri profeti che erano perseguitati perché annunciavano la parola del Signore; pensiamo anche ai tanti martiri che sono stati uccisi perché vivevano la parola di Dio. La persecuzione è stata sempre presente dalle origini del cristianesimo, come è presente anche adesso in questa società.
Anche Gesù e gli apostoli, sono stati sottoposti a contestazione dai farisei, dagli scribi e dalle autorità religiose, arrivando anche al martirio, per Gesù e per molti apostoli; e anche la prima comunità dei cristiani è stata sottoposta alla persecuzione e al martirio. Oggi, se volessimo fare un elenco di chi avversa e perseguita noi cristiani per la nostra fede, faremo un elenco che ha un inizio, ma che, purtroppo, non ha una fine. È un elenco senza fine.
E Gesù, nel Vangelo, per varie volte ci dice “non temere”, riferendosi principalmente a non avere “paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima”, e, continua “abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo”. Non dobbiamo aver paura di chi ci toglie la vita umana, ma dobbiamo aver paura di chi può toglierci la vita divina, la grazia, la presenza di Dio nel nostro cuore. Di questi dobbiamo aver paura.
Nonostante tutto quello che può capitarci, nulla impedirà a Dio di salvarci. Dio ama i passeri, che valgono poco, ma soprattutto ama l’uomo, ama ciascuno di noi, che valiamo “più di molti passeri”. Non temiamo chi uccide il corpo, ma temiamo chi ci allontana da Dio.

Torna ai contenuti