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25 Ordinario

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25 domenica Ordinario
Dio, rivolto a Isaia e al popolo, dice: "I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie". I pensieri di Dio sono completamente diversi dai nostri. Noi agiamo e ragioniamo con una mentalità umana e materiale: i pensieri, le vie che il Signore ci indica, invece sono notevolmente superiori a quella che è la nostra mentalità umana. Il profeta Isaia ci dice di cercare il Signore, e siamo invitati a cercare il Signore, per fare in modo che i pensieri di Dio entrino dentro di me, per fare in modo che io ragioni e agisca secondo quella che è la mentalità di Dio, che è un Dio giusto, ma che è anche un Dio buono che è amore e misericordia.
La parabola raccontata da Gesù nel Vangelo ci mostra che cosa è il Regno dei Cieli, di cui spesso parliamo. È Dio il proprietario della vigna, ed esce di casa all'alba, si reca sulla piazza del paese e chiama operai per lavorare nella sua vigna. Poi, a sorpresa, esce ancora per altre quattro volte e ogni volta prende nuovi operai. E non lo fa perché la sua vigna ne ha necessità, ma lo fa perché ha grande ansia e grande amore per le persone. Esce e trova quelli ai quali nessuno ha pensato, e allora ci penserà lui. Non si preoccupa del suo interesse o dei suoi affari, ma questo padrone della vigna (Dio), si interessa degli altri, si interessa del bisogno che hanno di lavorare per poter mangiare.
Al momento della paga, riserva una grande sorpresa: gli ultimi arrivati diventano primi, e ricevono per un'ora sola di lavoro la paga di un giorno intero. Non è una paga, è un regalo. Questo, secondo la nostra mentalità, ci fa rabbrividire. Nessun padrone farebbe così, anche secondo noi, non è giusto. Ma Dio non è un padrone. Dio non è il contabile del cosmo. Un Dio che fa il ragioniere non converte nessuno. Dio vuole assicurare il pane quotidiano a tutte le case dove gli operai torneranno tra poco.
Gli operai che hanno lavorato tutto il giorno, quando ricevono il denaro pattuito, sono delusi, e affermano che “non è giusto”, che loro meritano di più degli altri. Ma il padrone-Dio, afferma: Amico, non ti faccio torto. Il padrone non è stato ingiusto, ma è stato generoso. Non toglie nulla ai primi che hanno lavorato tutto il giorno, però aggiunge agli altri. E ci fa scoprire una nuova strada che anche noi dobbiamo percorrere, che è la strada della bontà e della generosità.
Dobbiamo metterci a cercare il Signore e non altre realtà umane e materiali, per fare in modo di assumere anche noi la mentalità di Dio, che è una mentalità di amore e di bontà. Ci dice S. Paolo che per lui "vivere è Cristo": dobbiamo arrivare anche noi a questo. Dobbiamo riempirci della mentalità di Dio e di Cristo, perché possiamo esclamare che anche per ciascuno di noi vivere è Cristo. Questo dobbiamo esclamarlo continuamente con la nostra vita e con le nostre parole. Cristo deve entrare nella nostra vita, deve incidere, deve trasformarmi e indicarmi quella che è la strada che ciascuno di noi deve percorrere. S. Paolo ci invita a comportarci in modo degno del Vangelo di Cristo, e il modo degno di vivere il Vangelo di Cristo è quello di far entrare la parola di Dio nella nostra vita.

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