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26 Ordinario

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26 domenica Ordinario
Tante volte siamo stati messi in crisi dalle parole di Gesù, per il termine che usa e per l’argomento che tratta, quando, nell’ultima parte del Vangelo odierno, dice “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio”. Noi ci riteniamo giusti, a posto, e, per questo, ci sentiamo liberi di criticare e giudicare quelle persone che consideriamo siano peccatori, e critichiamo le prostitute che, per un loro guadagno o per soddisfare gli stimoli di altri, mettono in vendita il loro corpo. Il loro è senz’altro un atteggiamento sbagliato, e anche noi, forse, pensiamo che sia sbagliato il modo di agire di Dio, e pensiamo: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Magari ci chiediamo “come può il Signore accogliere prima di noi le prostitute? Noi non ci vendiamo agli altri, facciamo le nostre preghiere, riceviamo l’Eucarestia, talvolta facciamo anche le nostre opere di carità. Come può metterci al secondo posto, dopo i pubblicani e le prostitute?”; “Perché ci considera peggio delle prostitute?”.
Tutti, abbiamo bisogno di conversione: sia le prostitute, sia ciascuno di noi. Anche noi, e non solo le prostitute, abbiamo bisogno di conversione, abbiamo bisogno di ritornare a Dio e il Signore è pronto a perdonarci: “se il malvagio si converte, …, egli fa vivere se stesso, … si è allontanato da tutte le colpe, …, egli certo vivrà e non morirà”. Il Vangelo ci presenta varie pagine di conversione: Pensiamo alla conversione di Maria di Magdala che lava i piedi di Gesù con le sue lacrime e li asciuga con i propri capelli, e Maria è grata al Signore, perché l’ha perdonata, l’ha amata, l’ha guardata come persona e non per il suo corpo, e le ha restituito la dignità.
Le prostitute sono quelle persone che hanno detto di “no” a Dio e lo hanno escluso dalla loro vita, e nella prima parte di questo vangelo, ci sono state presentate le risposte al padre, di due fratelli: uno che dichiara che non è disponibile ad andare a lavorare nella vigna, “ma poi si pentì ed andò”, e l’altro che risponde subito di sì, “ma non vi andò”. Noi, siamo coerenti con le nostre scelte? A quale di questi figli ci possiamo paragonare? Siamo sempre pronti a compiere la volontà di Dio? Forse anche noi siamo come le prostitute, e, nella Bibbia, la prostituzione è l’idolatria.
Non vendiamo agli altri il nostro corpo, ma il nostro corpo lo “vendiamo” a tanti idoli: lo vendiamo al potere, siamo schiavi del denaro, cerchiamo il successo umano, vogliamo essere al centro di tutto, e tutto deve ruotare intorno a noi. E questa è prostituzione. Scusate, ma anche noi, nella nostra vita, nel nostro rapporto con Dio, siamo “prostitute”. Scusate, ma è questa la realtà. Non siamo migliori delle “prostitute” che condanniamo. Anche noi abbiamo bisogno di conversione e di ritornare a Dio.
“Ricordati, Signore, della tua misericordia”.

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