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3 Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
3 domenica Ordinario


Con questa domenica iniziamo la lettura del Vangelo di Matteo, che ci accompagnerà per le nostre riflessioni in questo Tempo Ordinario.
Gesù è venuto per tutti, senza distinzioni, però, in un certo senso, predilige quelle persone che, anche noi certe volte, consideriamo persone senza dignità, persone che crediamo non servano a nulla, perché peccatori, perché arroganti o pieni di se stessi, o perché non hanno la nostra mentalità e la nostra cultura. E noi mettiamo da parte queste persone e consideriamo valide solo quelle che crediamo siano persone buone e a posto.
Sono tempi difficili per i profeti, e quando Gesù viene a sapere che il Battista è stato arrestato, si ritira a Cafarnao, “chiamata via del mare”, nel territorio di Zabulon e di Neftali, come ci presenta il brano di Isaia. Questa regione, chiamata “Galilea delle genti” era composta da una popolazione di ebrei e di pagani, e, secondo la mentalità degli importanti di Gerusalemme, in questa regione Dio non poteva abitarvi. Agli occhi dei giudei, i galilei erano dunque gente da poco, che non apparteneva al popolo eletto, anche se aveva aderito alla religione ebraica. E, proprio da questa regione, Gesù inizia il suo ministero, annunciando che il Regno di Dio è vicino per chi cambia mentalità, e, con la venuta di Gesù, dice Isaia che “il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande Luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”.
Per allontanare le tenebre del nostro cuore è necessaria la luce di Dio, il Vangelo, ma questa luce si può spegnere a causa del nostro peccato, e dobbiamo far risplendere questa luce nella nostra vita. E Gesù, a Cafarnao “cominciò a predicare e a dire: ‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino’”. Dobbiamo deciderci se vogliamo continuare a camminare nelle tenebre del male, o se vogliamo lasciarci illuminare dalla luce, che è Cristo. Siamo invitati a convertirci, a cambiare la nostra mentalità, siamo invitati a seguire il Signore.
Gesù, per scegliere i suoi primi discepoli, non si rivolge agli scribi o ai dottori della Legge, persone considerate importanti, ma si rivolge alle persone umili e alle persone semplici. Gesù va a chiamarli là dove lavorano, sulla riva del lago: sono pescatori. Prima incontra Simone (Pietro) e suo fratello Andrea, e poi incontra Giacomo e Giovanni, invitandoli a seguirlo: “Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono”. Simone è cocciuto, non sa ancora che sarà Pietro, il fondamento della Chiesa; Giovanni non sa ancora che diventerà boanerghes, capace di far tuonare la Parola. Ma Gesù vede oltre, non si limita all’apparenza, come invece facciamo spesso noi nei nostri giudizi: perché ha scelto quella persona o quel sacerdote, visto che è un peccatore e non vale granché? Per il suo progetto, Gesù prende la gente comune, anche le persone che noi consideriamo inadeguate. Prende anche quei sacerdoti che hanno creato scandalo.
Dio oggi si rivolge anche a ciascuno di noi e ci chiama! Ci chiama anche se siamo miseri, inutili e insignificanti, perché forse nel profondo del nostro cuore c'è un seme che sta nascendo e che può produrre qualcosa di buono.  Ci chiama ad essere testimoni del suo Amore e della sua Misericordia, anche se siamo "Galilea delle Genti", persone rifiutate e insignificanti. Però nel nostro cuore siamo pieni di Dio, perché Dio è con noi.
Però, dobbiamo convertirci ed essere sempre delle persone nuove, che nel loro cuore lasciano sempre spazio Dio.

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