Veglia Pasquale - Sito di don Antonello

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Veglia Pasquale

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Veglia Pasquale

Abbiamo iniziato questa celebrazione al buio alla porta della Chiesa, nel buio del sepolcro, e pian piano abbiamo acceso le nostre candele al Cero Pasquale, che è segno di Cristo Risorto. Eravamo al buio, come le due donne, come Maria di Magdala e l'altra Maria, che al buio, “all’alba del primo giorno della settimana andarono a visitare la tomba”, quando si recarono a visitare il sepolcro dove era stato deposto il corpo di Gesù.
Queste due donne facevano parte di quel gruppo di persone che avevano seguito Gesù dalla Galilea e che lo avevano accompagnato nei suoi viaggi, non lasciandolo mai solo, neppure dopo la sua morte, si recarono “visitare la tomba”. I discepoli nel momento della passione erano fuggiti, invece queste donne no! Erano state anche vicino alla croce per stare con lui, e ora, l'amore per Gesù le conduceva verso quella tomba per rendere il loro ultimo gesto di amore e di tenerezza verso il corpo di Cristo, come facciamo anche noi con i nostri defunti, con la visita al sepolcro, o con le nostre preghiere.
Appena queste donne sono arrivate al sepolcro ci fu un terremoto, e un angelo dà loro l’annuncio della risurrezione: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E’ risorto come aveva detto.” E mentre andavano via, prese da spavento, incontrarono il Signore risorto.
E’ questa la prima Pasqua cristiana, il primo incontro di Gesù risorto con i suoi. E il Risorto si incontra per primo con le donne che non lo hanno mai abbandonato, che hanno avuto sempre affetto nei suoi confronti, e hanno sempre creduto in lui.
Oggi, anche noi, con Maria di Magdala e l’altra Maria, anche noi siamo andati al sepolcro, e il Risorto, anche a ciascuno di noi, dice “salute a voi”. A questo saluto, Maria di Magdala e l’altra Maria, “gli abbracciarono i piedi e lo adorarono”, e anche noi siamo invitati ad accogliere nel nostro cuore il Signore Risorto, e dobbiamo vivere una vita di amore, di pace, di servizio, morendo a noi stessi, per sperimentare e testimoniare la Luce della Risurrezione.
Alle donne, l’angelo dice: “Non abbiate paura”. Noi abbiamo tante paure: paura di perdere la salute, paura di perdere la vita, paura di perdere i nostri beni, paura di perdere la nostra personalità, paura di perdere l’affetto dei nostri cari, paura di perdere gli amici, ma forse raramente abbiamo paura di perdere il Signore. Abbiamo paura di perdere le realtà esteriori, e non abbiamo paura di perdere Dio. Quelle donne hanno avuto solamente la paura di perdere Gesù, perché Gesù era veramente importante per la loro vita.
“Non abbiate paura”. Non dobbiamo neppure aver paura di perdere la nostra vita perché siamo cristiani, ma dobbiamo solo aver paura di perdere la nostra amicizia con Dio.
"Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui", e avremmo una nuova vita da veri Risorti.

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