Maria Madre di Dio - Sito di don Antonello

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Maria Madre di Dio

Liturgia della Parola > Tempo di Natale


Maria Madre di Dio
L'ultimo giorno dell'anno, come abbiamo fatto anche noi ieri pomeriggio, nelle chiese i cristiani cantano il Te Deum, un inno di ringraziamento a Dio per tutti beni che ci ha concessi durante l'anno. Cioè, ricordiamo gli avvenimenti personali che ci sono stati, ringraziando Dio per tutti i doni ricevuti, ed esaminiamo anche le varie situazioni di fragilità e di dolore che abbiamo sperimentato. Dobbiamo sempre ringraziare Dio per il dono della vita che ci ha concesso, per il nostro lavoro, per i momenti di gioia che abbiamo vissuto.
Ma, come possiamo ringraziare Dio per questo 2020, che secondo  molti è stato diverso dagli anni precedenti? Purtroppo, abbiamo sperimentato la presenza di questa pandemia che ha cambiato completamente il nostro modo di esistere: è difficile incontrarci tra di noi,  dobbiamo stare a distanza, non possiamo neppure stringerci la mano e dimostrare il nostro affetto verso  parenti ed amici, e, forse, qualcuno tra di noi, ha sperimentato anche il dolore della perdita di una persona cara, senza poter fare nulla in suo aiuto. Questa è stata una esperienza  che ci ha condizionato tantissimo: molti hanno perso il lavoro, tanti negozi ormai sono chiusi, tante persone sono isolate. Questo virus per noi è stato un brutto colpo, una brutta esperienza che abbiamo vissuto, e dalla quale speriamo di allontanarci presto.
Questa pandemia ha creato tanta sofferenza in tutto il mondo, anche nelle zone ricche e industrializzate che si ritenevano autosufficienti, e che invece hanno dovuto fare i conti con i propri limiti, come tutti noi. Questa pandemia ci ricorda che siamo dipendenti e che siamo limitati, e ci fermiamo a rimpiangere il tempo passato che era migliore, ma non pensiamo che questa pandemia può essere anche un evento di grazia che ci deve insegnare a non avere sicurezza in noi stessi, perché siamo limitati, e che ci deve spingere ad avere sempre fiducia in Dio e negli altri, perché “siamo sulla stessa barca”, come ci dice Papa Francesco. Senz’altro, molti si sono svegliati e hanno abbandonato l’ingiustizia, la violenza, le guerre, l’odio. Forse questa pandemia ci aiuterà a vivere non solo cercando il nostro profitto, ma ci farà riscoprire il valore della fraternità e ci porterà a rispettare il creato: ci aiuterà a superare un’altra pandemia, che Papa Francesco definisce come quella della “Indifferenza”.
In questo periodo sono fioriti tanti gesti di fede e di carità: molti che si riavvicinano a Dio, medici e infermieri che stanno ai piedi della croce delle persone colpite dal virus, tante persone che alleviano la povertà materiale e spirituale degli altri, persone che cercano di dare speranza agli anziani nelle case di riposo, genitori e figli, chiusi in casa, che hanno riscoperto il valore di pregare nuovamente insieme. E questo è qualcosa di positivo che nasce da una realtà negativa. Dio trae il bene anche dal male.
 E oggi, pieni di dolore e di paura per questa situazione, iniziamo il nuovo anno che Dio ci concede, e lo iniziamo con l’intercessione di Maria, Madre di Dio e Madre nostra, che tante volte abbiamo invocato l’anno passato per esserci di aiuto e liberarci da questo male che affligge tutta l’umanità. La Chiesa, con questa celebrazione, affida a Maria, alla nostra Madre, la vita di noi suoi figli, e lo fa attraverso la benedizione che Dio, attraverso Mosè, si impegna ad avere verso il suo popolo, e lo fa anche attraverso quella giovane donna che, alla grotta di Betlemme, “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Maria ha seguito pienamente l’invito di suo figlio Gesù e, come dice Paolo, ha sperimentato che Dio era suo Padre: Abbà! Padre.
Oggi ci scambiamo tanti auguri per il lavoro, per la salute, per il benessere, etc., e va bene, ma noi cristiani dovremo rivolgerci l’augurio che è presente nella prima lettura: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Anche se per un po’ continuerà a esserci la pandemia, vivendo questa benedizione sentiremo Dio come nostro Padre, e supereremo la “pandemia dell’indifferenza” e dell’essere troppo sicuri di noi..
Apriamoci con fede al nuovo anno, certi della benedizione di Dio e seguendo l’esempio di Maria Santissima.

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