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Domenica delle Palme

Liturgia della Parola > Quaresima
Domenica delle Palme
Oggi, domenica delle Palme, iniziamo la Settimana Santa, e viviamo 2 momenti: il trionfo (umano) di Gesù e la sua passione.
Prime della celebrazione eucaristica, abbiamo eseguito un rito, la benedizione delle Palme, e abbiamo rievocato Gesù che fa il suo ingresso trionfale a Gerusalemme, osannato dalla folla, pochi giorni prima della sua Pasqua di morte e risurrezione.
Portando i rami di ulivo e di palma, eravamo presenti anche noi insieme alla folla, e abbiamo osannato e gioito per la presenza di Gesù, e anche noi abbiamo esclamato "Benedetto colui che viene nel nome del Signore... Osanna nel più alto dei cieli". Però, subito dopo, la folla chiede la crocifissione di Gesù, come rivivremo nella lettura della Passione.
I Discepoli sono stati con lui tre anni, eppure, Giuda lo tradisce, Pietro lo rinnega, gli altri, eccetto Giovanni, fuggono. Il Sinedrio imbandisce un processo, Pilato manda a morte un innocente, i soldati lo torturano schernendolo, i passanti lo insultano. Solo le donne non si vergognano del loro amore, e Giuseppe di Arimatea si presenta a Pilato a reclamare quel corpo straziato, per dargli decorosa sepoltura.
Domenica scorsa Gesù, prima di presentare l’immagine del chicco di grano che muore sottoterra per produrre nuove vite, nuove spighe, esclama “E’ venuta l’ora che il Figlio dell’Uomo sia glorificato”: Gesù non è glorificato dai cori osannanti della folla, e neppure dai nostri canti di lode, ma è glorificato veramente quando diventa un chicco di grano e muore, dando la nuova vita a ogni uomo e a ciascuno di noi. Noi, invece, ci riteniamo glorificati, quando ci esaltano, quando ci lodano o quando ci danno qualche incarico importante, e non ci riteniamo glorificati quando diventiamo un chicco di grano che muore per gli altri, non ci riteniamo glorificati quando partecipiamo alla stessa passione di Gesù.
Diceva Papa Francesco, che dobbiamo contemplare il Crocifisso in profondità, sapendo vedere in Lui crocifisso, il più grande segno di amore nei nostri confronti.
Oggi non dobbiamo solamente contemplare Gesù che viene innalzato sulla croce, quando offre il suo corpo e versa il suo sangue, ma dobbiamo seguirlo anche noi, immedesimandoci, per essere crocifissi con lui: per essere crocifissi al male, per essere crocifissi al peccato, per essere crocifissi alla violenza, all'ingiustizia, all'oppressione, allo sfruttamento degli altri, per essere crocifissi al nostro egoismo, al nostro orgoglio.
E la croce di Cristo ci mostra che la croce è Amore, e la nostra croce deve essere amore a Dio e amore agli altri.

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