Battesimo del Signore - Sito di don Antonello

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Battesimo del Signore

Liturgia della Parola > Tempo di Natale


Battesimo di Gesù

Con questa celebrazione concludiamo il tempo di Natale, e il Battesimo che riceve Gesù ci deve aiutare a capire e ad approfondire il significato della sua incarnazione come Figlio di Dio, e ci aiuta a riscoprire il senso del nostro battesimo.
La scena ora è completamente diversa: non c’è più il presepe (che ormai stiamo disfacendo anche dalle nostre case), non ci sono più la capanna, i pastori, e neppure il Bambino, nella mangiatoia, e mancano anche Maria e Giuseppe. Quel Bambino che ci ha fatto tanta tenerezza il giorno di Natale, ora è un uomo, ha trenta anni, e deve cominciare a realizzare il progetto che Dio gli ha affidato, deve svolgere la sua missione. Nel Battesimo, da Dio,  è riconosciuto come suo Figlio.
Nel tempo di Avvento abbiamo atteso la nostra “consolazione”, perché ci rendiamo conto che siamo pieni di peccato, che nella nostra umanità è presente il male e la sofferenza, e con la nascita di Cristo è arrivata questa “consolazione” che ci libera dal male e ci offre una nuova speranza. Pochi giorni fa abbiamo celebrato la Epifania, quando i magi si recano alla grotta per venerare il Bambino, e l’Epifania è la “manifestazione” che Gesù è venuto a salvare tutti gli uomini, a qualunque razza o religione appartengano. Anche il Battesimo di Gesù è una “manifestazione”, perché ci mostra che è Lui, il Figlio di Dio, inviato per la nostra salvezza.
Molti vanno da Giovanni il Battista per farsi battezzare, per fare un gesto di conversione, per poter cambiare la propria vita e andare incontro a Gesù, che viene nel nome di Dio. E anche Gesù si mescola con questa gente, anche se Lui non ha bisogno di conversione, ma partecipa pienamente alla situazione di ni uomini, e ci mostra che quello che è importante anche per noi è che dobbiamo essere sempre rivolti, sempre orientati verso Dio, con grande entusiasmo.
Il Battesimo di Gesù ci manifesta che non c’è più separazione tra Dio e l’umanità, proprio perché il Figlio di Dio è diventato un uomo come noi, e infatti, si squarciarono i cieli e lo Spirito Santo scende su di Lui, come una colomba. Lo Spirito discende su Gesù perché egli affronti le difficoltà e gli ostacoli che incontrerà nel suo cammino. Lo Spirito Santo partecipa intensamente alla missione che compie il Signore. E quando Gesù esce dall’acqua, la voce del Padre lo riconosce come il Figlio prediletto, come il dono perfetto che fa a tutti gli uomini: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Con il Battesimo, Gesù si orienta sempre più verso Padre e si lascia guidare dallo Spirito Santo in tutte le sue scelte. Gesù è aperto completamente alla volontà del Padre.
I Cieli son aperti verso il mondo, Dio si interessa dell’uomo. E noi, che abbiamo ricevuto il Battesimo nello Spirito  Santo, diverso dal semplice rito che ha ricevuto Gesù, in che rapporto siamo con Dio? Ci lasciamo guidare dallo Spirito, o preferiamo lasciarci guidare da altre realtà umane?
Immediatamente dopo il brano del Battesimo, ai vv. 12 e 13, ci dice Marco che “subito lo Spirito lo sospinse nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana”. Nella sua esperienza delle tentazioni, Gesù non si lascia guidare dai suoi interessi personali, ma sceglie di seguire la volontà del Padre, illuminato dallo Spirito Santo. Non ricerca il potere, la supremazia, il proprio piacere personale, ma sceglie di seguire la volontà del Padre per poter vivere pienamente la sua missione.
Perché possiamo vivere pienamente il nostro Battesimo, oggi, attraverso le parole di Isaia, Dio ci dice: “Venite all’acqua (che per noi è Cristo), …, ascoltate e vivrete, …, cercate il Signore, invocatelo mentre è vicino”. L’unica cosa che ci può far vincere il male che è presente nelle nostre famiglie e nella nostra società è avere fede e vivere uniti  a Gesù, il Figlio amato, che ci rivela che Dio è amore. Ci ha detto Giovanni, nella sua prima lettera, che “chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede”.
“Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza”.

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