Trasfigurazione del Signore - Sito di don Antonello

Sito di don Antonello
Vai ai contenuti

Trasfigurazione del Signore

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
Trasfigurazione del Signore


Il 6 di agosto non è stato sempre un giorno tranquillo, ma in alcuni casi è stato anche un giorno di dolore, e ricordo brevemente 2 casi: il 6 agosto del 1978 è morto papa Paolo VI, segnando dolore per questa perdita all’interno della Chiesa cattolica, e sempre il 6 agosto del 1945 c’è stato un grande dolore per tutta l’umanità, perché su Hiroshima è stata lanciata la bomba atomica che ha creato tanti disagi all’interno della comunità giapponese.
Ma oggi, per noi, questo 6 agosto deve essere un giorno di gioia e di festa, perché, con la trasfigurazione di Gesù, abbiamo modo di contemplare l’immensa bellezza che Dio manifesta in suo Figlio Gesù.
Oggi, nel pieno dell'estate, saliamo anche noi con Gesù sul monte Tabor, dove si trasfigura: “Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro”. E oggi Gesù convoca anche noi, "ci prende con sé", come ha preso quei tre discepoli.
Anche noi oggi siamo sul Tabor, da dove possiamo gustare la bellezza e la vastità del panorama, e, assieme a Pietro, Giacomo e Giovanni, riviviamo anche noi questa bellissima esperienza: "E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce". Anche Mosè, quando aveva ricevuto le tavole della Legge, aveva il volto trasfigurato, lucente, perché si era incontrato con Dio. Anche noi, sul Tabor, facciamo esperienza di Dio e sperimentiamo tutta la sua bellezza; ci troviamo sul Tabor, dove, in Cristo, vediamo la luce vera, quella che illumina ogni uomo: la luce di Dio. E anche noi, incontrandoci con Dio, dobbiamo essere luce per gli altri, mentre invece restiamo sempre tristi e annoiati.
Insieme ai discepoli saliamo su questo monte, che è una collina, e qui Gesù viene trasfigurato, e mostra la sua vera identità: non si è cambiato d'abito, non ha fatto cure per migliorare il suo volto, come fanno tante persone, ma " il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce". Non è Gesù che è cambiato. È rimasto lo stesso che era prima. È lo sguardo dei discepoli che è cambiato: quando sono innamorato di una persona trovo il mio amato il più bello fra tutti. Come era per gli apostoli, anche noi stiamo sempre con Gesù: lo frequentiamo, ci parliamo, crediamo in Lui. Anche gli apostoli erano sempre con Lui, ci parlavano, lo ascoltavano, ma non avevano ancora capito che Gesù era il Figlio di Dio che preparava per tutti noi una vita nuova. Hanno iniziato a capirlo al momento della Trasfigurazione, quando hanno visto la bellezza di Dio che si manifestava in Gesù. Allora è iniziato a cambiare lo sguardo degli apostoli su Gesù e sulle realtà umane.
Forse anche per noi, per sentirci tranquilli, forse non bastano le nostre preghiere, non è sufficiente sentire il Vangelo, ma dovremmo scoprire la bellezza dello stare con Dio e con Gesù, e, come Pietro, dobbiamo esclamare, convinti, “Signore, è bello per noi stare qui”, è bello per noi essere tuoi discepoli. Dobbiamo riscoprire la bellezza dello stare con Dio e la bellezza del creato.
Il mondo sta vivendo una situazione di orrore. Le periferie delle città sono orrende, come sono orrende e problematiche le città. Tante volte è orribile il linguaggio e sono orribili le persone della vita politica e dello spettacolo. Abbiamo bisogno della bellezza di Dio che è verità, che è bene e bontà.
Molte volte, anche per noi, pregare è noioso, vivere la Parola di Dio è pesante: credere è giusto, ma, certe volte, è immensamente noioso. Però, il Vangelo di oggi ci dice che credere può essere splendido. Anche noi dobbiamo recuperare il senso dello stupore e della bellezza: ormai non ci stupiamo, non ci meravigliamo più per niente, perché siamo chiusi nel nostro piccolo mondo: niente ci stupisce più.
“Questo è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”, “Alzatevi e non temete”.

Torna ai contenuti