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Pentecoste

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Pentecoste


"Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo": è così che inizia il brano tratto dagli Atti degli Apostoli. La festa di Pentecoste era presente presso il popolo ebreo. Cosa era la Pentecoste che festeggiavano? Era il giorno di ringraziamento per il Signore. Gli ebrei ringraziavano Dio Padre per tutti i doni materiali che avevano ricevuto durante il corso dell'anno, in particolar modo per i doni che avevano raccolto dai loro campi. Quindi, la Pentecoste era una festa di ringraziamento, che era presente presso il popolo.
In questo giorno della Pentecoste ebraica, avviene qualcosa di straordinario, che cambia completamente la vita dei discepoli di Gesù. Gli apostoli "Si trovavano tutti insieme nello stesso luogo", rinchiusi. Dopo la morte di Gesù i discepoli erano scoraggiati, perché era morto il loro Maestro, non c'era più la loro guida, e piano piano sembra che il gruppo si stia disfacendo (pensiamo ai discepoli di Emmaus che, dopo la morte di Gesù, si allontanano dagli apostoli, andando via da Gerusalemme: il gruppo pian piano si disperde).
Gli apostoli, dopo la risurrezione di Gesù, avevano continuato a predicare, ad annunciare che Gesù era risorto come avevano sperimentato, e affermano che Gesù crocifisso, che li a Gerusalemme avevano ucciso, ora è risorto, è vivo, e lo annunciano proprio a Gerusalemme, in quella città che tante volte aveva ucciso i profeti e che ultimamente aveva ucciso anche il loro Maestro. I Giudei non accettano questo discorso degli Apostoli, che hanno paura dei Giudei e si rinchiudono nel Cenacolo, forse non solo per pregare assieme, ma perché hanno paura di incontrare l'ostacolo del popolo.
Durante questa festa di Pentecoste, di ringraziamento per i doni che Dio aveva dato loro, avviene qualcosa di sensazionale che trasforma tutta la vita degli apostoli: "venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano": stanno celebrando la vecchia Pentecoste di ringraziamento, e durante questa festa avviene la nuova Pentecoste, quella che anche noi celebriamo. Nella Pentecoste anche noi dobbiamo ringraziare Dio per questo dono immenso che lui ci ha dato della sua presenza: è lo Spirito Santo che scende sugli apostoli e scende su ciascuno di noi.
Ricevendo lo Spirito Santo gli apostoli acquistano la forza di uscire dall'ambiente in cui si sono chiusi per andare nuovamente al popolo di Gerusalemme, con coraggio, annunciando che il Signore è Risorto, che è vivo. Questa forza gli apostoli la ottengono grazie alla discesa dello Spirito Santo che li fa sembrare quasi ubriachi, ebbri, per come annunciano con coraggio che il Signore è Risorto. Anche noi, dobbiamo sembrare ebbri, ubriachi, pieni non di vino, ma pieni dello Spirito Santo, quando annunciamo che Cristo è Risorto. Quando presentiamo Cristo agli altri, dentro di noi dobbiamo essere pieni dello Spirito Santo: se non abbiamo niente dentro di noi, non possiamo offrire nulla agli altri. Dobbiamo essere pieni dello Spirito Santo.
"Vieni, Santo Spirito", vieni perché ne abbiamo bisogno; viene in questa società che è lontana da Dio ed è guidata da tante altre realtà umane e non da Dio. Vieni Spirito Santo. Ancora oggi abbiamo bisogno di una nuova Pentecoste, di una discesa dello Spirito Santo. Ne abbiamo bisogno, perché siamo pieni di odio, di rancore, di ingiustizia nella nostra società; chi ci guida nella nostra vita non è lo Spirito Santo, non è lo Spirito di Dio, non è lo spirito d'amore, non è lo spirito di pace, ma è lo spirito del male, lo spirito della menzogna, lo spirito dell'odio. Allora, "vieni Santo Spirito": vieni a consolarci nei nostri dolori, vieni a darci un po' di udito perché tante volte siamo sordi alla Parola di Dio. Tante volte il terreno del nostro cuore è arido, è secco: vieni Spirito Santo; bagna ciò che è arido, bagna il nostro cuore e dacci la vera vita. Il nostro cuore è sanguinante per i nostri peccati: vieni Spirito Santo, sana ciò che sanguina; piega ciò che è rigido: il nostro cuore è duro come una pietra; scalda ciò che è gelido: il nostro cuore tante volte è gelido verso le sofferenze degli altri e non ha amore per gli altri; scalda il nostro cuore, vieni Spirito Santo; raddrizza ciò che è sviato: la mia vita ha bisogno di essere raddrizzata, di essere indirizzata. Vieni Spirito Santo.
Nel brano del Vangelo di Giovanni, Gesù appare ai suoi discepoli e dice "Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Detto questo, "soffiò e disse loro: ricevete lo Spirito Santo": questa immagine ci fa pensare a quando Dio crea l'uomo dalla terra e soffiò su di lui, dandogli la vita, l'anima. Gesù soffiò sugli apostoli (e soffiò su ciascuno di noi) e dice "ricevete lo Spirito Santo": ecco la nuova creazione per l'uomo. Questa solennità della Pentecoste ci parla della nuova creazione: il nostro cuore viene "creato" nuovamente e si riempie della presenza di Dio, dello Spirito Santo, dello Spirito di Amore, che ci porta ad essere Pace per gli altri, che ci porta ad essere dono, che ci porta a essere servizio, per tutti gli altri.
Vieni Spirito Santo! Sii tu la nostra guida, sii tu la nostra luce, perché possiamo essere veri testimoni del Cristo Risorto.

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