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4 domenica Avvento

Liturgia della Parola > Avvento


4 domenica di Avvento

Celebriamo oggi la quarta ed ultima domenica di Avvento e siamo, vicinissimi alla solennità del Natale, e questa domenica vuole aiutarci a entrare sempre più nel clima natalizio, che non deve essere solo quello dei regali, dei sorrisi e degli auguri.
Il popolo ebreo, come facciamo spesso anche noi, si è sempre allontanato da Dio non ascoltando la sua parola e non avendo fiducia in Lui, e oggi la prima lettura ci presenta l’episodio del re Acaz, che non si fida più dell’aiuto di Dio, ma preferisce l’alleanza con il popolo degli Assiri. Dio si rivolge ad Acaz dicendogli di chiedere un segno, anche grandioso, per vedere la sua grandezza e la sua potenza, ma il re rifiuta, e allora è Dio stesso che darà un segno, con questa promessa: “Ecco la Vergine partorirà e darà un Figlio che chiamerà Emmanuele, che significa ‘Dio con noi’”. È questa la realtà del Natale, Dio che si interessa dell’uomo.
Nel brano del Vangelo è messa in evidenza la figura di Giuseppe, promesso sposo di Maria: Maria per lui era tutto, voleva andare a vivere con lei, voleva costruire una famiglia, ma si scontra contro la realtà che “prima che andassero a vivere insieme, Maria, si trova incinta”. Apparentemente è un segno di adulterio, e Giuseppe non può più prenderla in sposa, perché Maria, stando alla legge, doveva essere lapidata, in quanto adultera. In Giuseppe c’è il dramma, perché vede frantumarsi il suo piano, e Giuseppe abbandona l’idea di prendere Maria come sua sposa, per seguire la legge che imponeva di allontanare questa donna che agli occhi degli uomini era adultera.
Ed ecco l’annunciazione che viene fatta a Giuseppe dall’angelo, che manifesta le parole di Dio: “Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”. Rassicurato dall’angelo, Giuseppe prende con sé Maria e diventa il padre umano di Gesù. Con l’incarnazione in Maria si realizza pienamente il segno che Dio aveva promesso ad Acaz. Dio, con immenso amore, entra nella nostra storia facendo parte della umanità.
Forse anche noi tante volte abbiamo fiducia solo nelle realtà umane e nelle nostre capacità, e mettiamo da parte Dio senza fidarci di Lui e della sua Parola. Non comportiamoci come Acaz, ma come Giuseppe, che si fida esclusivamente della Parola del Signore, contribuendo, anche lui, con la sua disponibilità, alla realizzazione della salvezza.
Anche noi abbiamo il compito di accogliere il Signore nella nostra vita, e forse anche noi possiamo avere dei dubbi, dei tentennamenti, come li ha avuti Giuseppe, però anche a noi il Signore ripete “non temere”.
Non temiamo di ascoltare e di vivere la volontà di Dio nei nostri confronti. Gesù è l’Emmanuele, il “Dio con noi”: facciamolo nascere nel nostro cuore, per manifestarlo agli altri con una vita di amore, di pace, di bontà.

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