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Ascensione

Liturgia della Parola > Pasqua
Ascensione del Signore


Le letture della liturgia della solennità della Ascensione, che stiamo celebrando, ci mostrano tre frasi che possono essere la sintesi, il riassunto di questa liturgia. Nella prima lettura Gesù, rivolto agli Apostoli dice "riceverete la forza dallo Spirito Santo"; nella seconda lettura Paolo ci esorta a cogliere "l'efficacia della sua forza"; nel brano del Vangelo Gesù afferma che a lui "è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra", cioè che a Lui è stata data la forza. Il concetto che appare nelle tre letture è quello della "forza": è la forza che dobbiamo avere per vivere, per continuare a vivere, per andare sempre avanti.
Nel cammino della nostra vita (la nostra vita è un cammino), non siamo soli, ma c'è una forza più grande di noi, una forza che ci aiuta a superare tutte le ferite, tutti i problemi che abbiamo nella nostra vita: e questa forza è la vita di Cristo che ci fa crescere sempre liberi, che ci fa essere sempre consapevoli e sempre disposti ad amare sempre più gli altri. La nostra forza è Cristo Risorto, Cristo Risorto che stiamo celebrando in questo Tempo di Pasqua.
Pensando alla Ascensione di Gesù, magari immaginiamo che Gesù salga verso Dio Padre, verso i Cieli, come un missile. Senz'altro la sua Ascensione non è stato un percorso attraverso il cosmo, attraverso il tempo o attraverso la geografia, da un posto all'altro: senza dubbio Gesù Cristo nella sua Ascensione non è andato in una zona che è lontana dalla nostra terra, abbandonando il mondo, ma Gesù si è allontanato fisicamente dal mondo, con il suo corpo, non per entrare in un altro emisfero, ma per entrare nel profondo del cuore, nel profondo del nostro cuore. Se prima Gesù era insieme ai discepoli, fisicamente, ora è dentro di loro, perché dice "io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo", anche se non è presente fisicamente. Per essere dei veri cristiani dobbiamo avere la certezza che in tutta la nostra vita, nel bene e nel male, nella gioia, nel dolore, nella contentezza e nella sofferenza, Gesù è presente e ci fa "ascendere": anche noi ascendiamo da tutte le realtà umane e materiali.
Quando Gesù ascende alla destra di Dio Padre, sulla terra che cosa lascia? Lascia quasi niente. Lascia solo un gruppetto di uomini che sono impauriti e confusi, e che dubitano ancora sulla sua risurrezione ("quando lo videro si prostrarono; essi però dubitarono", erano ancora dubbiosi), e Gesù lascia sulla terra questo gruppetto di uomini impauriti che dubitano sulla sua Risurrezione, e lascia anche un piccolo gruppo di donne che cercano di essere coraggiose e fedeli: però, quando Gesù sale al Cielo, nel mondo lascia quasi niente. Però è a questo piccolo gruppo impaurito, a questo piccolo gruppo che dubita, ed è a noi, che siamo pieni di paure e di peccati, che non abbiamo sempre la fedeltà del Signore, è proprio a questo gruppo di apostoli ed è a noi che Gesù affida il mondo, esortandoci a guardare lontano, e non alle nostre miserie umane, ma cercando di essere proiettati verso il futuro: "andate e fatte discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato".
" Andate e fatte discepoli tutti i popoli" lo ha detto agli apostoli, e oggi lo dice anche a tutti quanti noi: dobbiamo andare verso gli altri e fare discepoli tutti i popoli. Gesù si allontana dal nostro mondo avendo grande fiducia nell'uomo, nonostante siamo fragili, deboli e peccatori. Gesù ha fiducia in me anche se io non ho sempre fiducia in me stesso. Gesù sa che, se voglio, posso essere lievito all'interno del mondo, all'interno della comunità, e che posso comunicare il fuoco dello Spirito, l'ardore dello Spirito Santo. Gesù ha fiducia in me. Anche noi siamo invitati a "battezzare", e battezzare vuol dire immergere: anticamente il battesimo era per immersione, l'uomo veniva immerso nell'acqua. E battezzare vuol dire immergere ogni uomo in Dio, e noi dobbiamo lasciarci sommergere da Dio e dobbiamo sommergere gli altri dentro la vita di Dio, che è la linfa che ci dà la vita.
Vivendo in questo modo, anche per ciascuno di noi ci sarà l'Ascensione qui, oggi, sulla terra, perché vivendo in questo modo abbandoneremo le cose umane, le cose materiali, e saliremo sempre più nella stessa vita di Dio.

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