Epifania - Sito di don Antonello

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Epifania

Liturgia della Parola > Tempo di Natale
Epifania del Signore


Tante volte pensiamo che qualcuno sia nato sotto una buona stella, perché ha una famiglia agiata, che gli consente una buona educazione e una ottima formazione, con la possibilità di trovare subito un lavoro, e certe volte pensiamo, anche di noi, che non siamo nati sotto una buona stella, perché sperimentiamo tante prove, fatiche e sofferenze, e ci riteniamo sfortunati: non abbiamo mai visto brillare una stella sopra di noi, ma vediamo solo nuvole: tanti doveri da fare, tante preoccupazioni che ci accompagnano. Eppure, ognuno di noi ha la sua buona stella, per ognuno di noi brilla una Luce che ci illumina nella nostra vita quotidiana.
Tante persone oggi cercano una “stella” per essere guidati, e la seguono. Ma le “stelle” che prevalgono oggi sono attori, attrici, cantanti o vari personaggi che la società ci presenta e che, forse, anche noi seguiamo. Non sono queste le stelle che dobbiamo seguire: non ci aiutano a crescere nel nostro cristianesimo, anzi, qualche volta ce ne allontanano. È un’altra la “stella” che dobbiamo guardare.
Isaia ci dice: “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te”. È questa la stella, la luce che dobbiamo seguire: Gesù. È Lui la buona stella che ci deve illuminare nella nostra vita quotidiana.
Questa solennità della Epifania, che significa “manifestazione”, ci immerge nella luce e nella grazia del Natale di Gesù che ci offre la salvezza, simboleggiata dalla stella. Il Signore chiama a sé tutti gli uomini, anche quelli che noi consideriamo pagani, lontani da Dio, peccatori, e i Magi, che non conoscono la Sacra Scrittura, ma sono alla ricerca, seguono una stella che li porterà fino a incontrare la salvezza. Gesù, che non è stato accolto dai suoi, dagli scribi, dai sacerdoti, da Erode (pochi giorni fa abbiamo ricordato il martirio di tanti innocenti che sono stati fatti uccidere da Erode che cercava di sopprimere il bambino Gesù che poteva prendergli il posto di re), che conoscevano le scritture, ma è stato riconosciuto e cercato con molti sforzi da altre persone che “guardavano le stelle” e che noi chiamiamo “pagani”. E hanno accolto il Salvatore.
I Magi, raggiunta la stalla di Betlemme, cadono in ginocchio davanti a Gesù e lo adorano: non sono più pagani, ma passano alla vera fede. Con la carovana dei Magi dobbiamo esserci anche noi, perché il Signore ci chiama perché vuole vederci e parlarci. I magi ci insegnano che nella nostra vita cristiana, il passo che dobbiamo fare è quello di cercare Dio, a tutti i costi, come hanno fatto loro.
Noi abbiamo sempre vicino il Signore, non nella mangiatoia, ma nella eucaristia, però spesso il nostro cuore resta freddo, pigro, senza interesse. Seguire il Signore è impegnativo e significa cambiare vita, e allora, per paura di perdere qualcosa, ci comportiamo con disinteresse, come hanno fatto Erode e i sacerdoti del Tempio.  Se abbiamo veramente la fede, nel nostro cuore ci sarà sempre la gioia e il fervore, anche se dobbiamo rinunciare al potere e al prestigio, per seguire il Signore.
“Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te”. È questa la buona stella che brilla su ciascuno di noi!

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